ET - Esiste una teoria del complotto e un’altra di persone come lei che sostengono una teoria opposta...
PA – Bé, non è esattamente così. Da una parte ci sono dei fatti, c'è una grande quantità di letteratura tecnica, scientifica che è coerente e dimostra una situazione. Dall'altra c'è una serie di teorie alternative. Infatti i vari sostenitori delle scie chimiche non sono d'accordo su che cosa siano, quale sia lo scopo per il quale esisterebbero queste scie chimiche. Quindi non possiamo dire “c'è da una parte e dall'altra a pari merito”. Da una parte c'è un enorme corpus scientifico di esperti di settore. Dall'altra abbiamo un gruppo di non esperti, molti dilettanti, che non sono nemmeno d'accordo fra di loro su quali teorie devono sostenere.
ET – Bene, stavo vedendo che in questa parte di dilettanti, la cui teoria non convince nemmeno me, nonostante tutto figura una serie di interrogazioni parlamentari. Un esempio è stato l'onorevole Di Pietro a Settembre. Cosa ha da dire a proposito?
PA
– È comprensibile, perché non si pretende che un politico sia per
definizione esperto in qualunque cosa. Anzi, ci sono in archivio
tanti casi di politici che hanno fatto interrogazioni su argomenti
totalmente bufalini. Ricordo, per esempio, il questore Ballaman che
ai tempi fece un’interrogazione parlamentare per scoprire cosa
c'era dietro l'allarme di un numero telefonico che addebitava
cinquanta euro alla chiamata. E poi in realtà era una bufala che
poteva controllare via internet. Quello che voglio dire è che il
fatto che un politico faccia un’interrogazione non vuol dire che la
domanda che fa è scientificamente fondata. Semplicemente un
politico, come ogni altra persona, se non è correttamente
documentata sui fatti, se non conosce la materia della quale sta
parlando, può dire delle fesserie.
ET – Lei è etichettato come “membro del CICAP”, come se il CICAP fosse una associazione a delinquere, e come un membro di Associazioni Governative, eccetera, eccetera. L'attacco è frequente? Ha anche ricevuto delle minacce via e-mail o cose del genere?.
PA – Sì, l'attacco è abbastanza frequente. Purtroppo devo sconfessare chi sostiene che io faccia parte della CIA o dei massoni. Mi piacerebbe molto, perché vorrebbe dire che io sarei pieno di soldi, avrei grandi sponsor e potrei averne dei vantaggi nella mia vita personale. Purtroppo non è così, queste indagini le faccio per pura curiosità personale perché queste cose sono un’offesa alla scienza. Minacce sì, ne capitano. Per fortuna fino adesso sono sempre state incruente, grosse parole, ma il cane che ha abbaiato non ha mai morso. E spero che vada avanti così, sinceramente. Da come vedo anche in altri settori che sostengono teorie del complotto, se si è comodi a casa propria, a riparo dello schermo del computer, si lanciano minacce e si dicono cose che magari faccia a faccia non si ha il coraggio né di dire né di fare.
ET – Dunque, questi complottisti dicono che se forse loro ricevono l'accusa di non avere le capacità tecniche perché non sono del settore...
PA – Non è un’accusa, è un dato di fatto: fra loro non c'è un esperto di settore: né un meteorologo, né un pilota di linea, né nessun altro del settore, come può essere un climatologo, che dica che le scie chimiche siano un fenomeno reale.
ET – Queste persone l'accusano di non essere neanche lei del settore.
PA – Giustissimo, infatti non mi presento io come autorità del settore. Non faccio altro che quello che può fare qualsiasi persona di fronte a un fenomeno sul quale vuole indagare: chiedere agli esperti. Ed è quello che ho fatto: ho chiesto agli esperti, ho chiesto ai piloti di linea, ho chiesto ai meteorologi, ho chiesto ai chimici e tutti mi dicono “Guarda, questa storia delle scie chimiche è una stupidaggine”. È comprensibile che alcune persone poco familiari con il linguaggio della scienza e le regole della scienza possano essere sedotte da questa storia. Perché è una bella storia, effettivamente, molto intrigante, questo grande complotto con questi aeroplani che vanno in giro, spruzzano e avvelenano. Suona, di primo acchito, interessante e avvincente. È un bel romanzo. Poi si va a vedere i fatti e si ci rende conto che la verità è più banale.
ET – Anche se questa storia ha una possibile influenza su tutte le categorie professionali. Io addirittura la sono venuta a sapere da una mia ex professoressa di inglese.
PA – Intendiamoci, non è che una persona, per il fatto di essere esperta in un argomento, è quindi esperta e infallibile in tutti gli altri. Io ho visto anche fisici prendere delle cantonate in ingegneria strutturale. Questo perché sono due argomenti completamente distinti. Quando c'è una domanda di ingegneria strutturale si fa questa domanda a un ingegnere strutturista, quando c'è una domanda di fisica la si fa a un fisico. Ed è così che si fa nella scienza. Si mettono a confronto i pareri professionali e quindi si ottiene un quadro generale. E un consenso. Alla fine si guarda il consenso: la comunità scientifica è d'accordo sul fatto che la meteorologia funziona in un certo modo, gli aerei quando volano rilasciano una quantità di condensa significativa che forma l'equivalente di nubi e queste nubi seguono le leggi della chimica e della fisica nel dissolversi o persistere più o meno a lungo nell'atmosfera. Quindi lì la cosa finisce. È un fenomeno, tra l'altro, conosciuto da decenni, non c'è nessuna particolare novità. Molti pensano che le scie abbiano cominciato a manifestarsi da anni. Molti pensano che siano apparse negli anni novanta. In realtà ci sono libri su libri specialistici che documentano la presenza di scie di condensa persistenti dagli anni quaranta e anche prima.
ET – Dunque, come è nata la teoria delle scie chimiche? Dove è nato questo complotto?
PA – La teoria del complotto è nata negli Stati Uniti ad opera di un paio di persone che appartenevano a un’ala politica di estrema destra. E con estrema destra intendo neonazisti. Abbiamo una caratteristica molto comune nel cospirazionismo americano, e cioè quella di avere una sensazione paranoica verso il governo federale statunitense. È tipico in questi ambienti accusare il governo federale di ogni tipo di nefandezze. E all'interno di questa mentalità è nata questa ipotesi che le scie nel cielo fossero delle scie dovute a un esperimento militare di qualche genere. Furono fatte delle analisi, delle quali però non è mai stata presentata una traccia documentale seria. Fu pubblicata su Internet una mail nella quale si diceva che queste analisi avevano rilevato contenuti terrificanti di sostanze tossiche all'interno di campioni prelevati nelle zone dove c'erano queste scie. E da li è esploso il fenomeno. E lì già dalla sua nascita, a parte la paternità alquanto discutibile, la cosa interessante è vedere l'errore di metodo tipico del non esperto, del dilettante che pretende di poter utilizzare i risultati di un’analisi chimica fatta al suolo per sapere che cosa c'è all'interno di una nube che sta a diversi chilometri di quota. È un po’, facendo un paragone semiserio, come annusare i miei piedi per sapere se mio cugino si è lavato i suoi. Non ha senso, però questo è un errore che fanno moltissimi sostenitori delle scie chimiche e di queste teorie.
ET – Per assurdo quindi abbiamo parlamentari di centro-sinistra che difendono teorie nate dalla parte opposta.
PA – Sì,sì. Intendiamoci, io non ne faccio una questione politica. La stupidità non conosce preferenze politiche. Ci sono stupidi di destra, di centro, di sinistra, di sopra e di sotto. Però è interessante e abbastanza ironico come teorie che arrivano da una destra neonazista vengano prese da ambientalisti e da opposizioni di tutt'altra tendenza politica. E forse è la dimostrazione più chiara che forse la stupidità è trasversale. Non fa preferenze politiche
ET – Cercherò di contattare anche la parte opposta, coloro che sostengono la tesi del cospirazionismo. Come si aspetta che reagiranno?
PA – Non lo so, io cerco di non aspettarmi nulla, perché la cosa interessante di questo fenomeno è che i suoi sostenitori sono particolarmente aggressivi e imprevedibili. Perché si lasciano andare a dichiarazioni molto spesso deliranti. Io sono stato accusato di esser parte di ogni tipo di organizzazione segreta e di aver falsificato addirittura... adesso sta circolando la teoria che sarebbero stati messi in circolazione dei libri falsi per far sembrare che già all'epoca esistessero queste scie di condensa. Quindi c’è sempre una sorpresa, se vista con gli occhi di chi queste cose le vede sotto tutte le luci e le salse. Sono deliri strutturati, così si chiamano in psicologia. Molto affascinanti, molto interessanti, per vedere quale sarà la prossima puntata di questa telenovela. Possiamo guardare queste teorie che si sviluppano con il distacco di chi guarda le fantasie di un bambino. Divertenti e interessanti, quindi.
ET – Vuole aggiungere qualcosa sulle scie chimiche?
PA – Vorrei suggerire a tutti di frequentare, perlomeno leggere i siti che sostengono queste teorie. Per vedere quali sono le loro estreme conclusioni. Perché se la teoria all'inizio può sembrare vagamente plausibile, ossia che ci siano degli aerei che lasciano delle scie in più rispetto a quelle normali, poi quando si va a vedere quali sono le conclusioni, ossia che ci sono malattie che fanno uscire peli di plastica dalla pelle, che ci sarebbe un controllo mentale a livello planetario gestito attraverso questi campi elettromagnetici fatti attraverso queste scie... ci si rende conto allora che si è di fronte a un vero e proprio delirio. Quindi non sono assolutamente favorevole a una censura o a una eliminazione di questi siti. Anzi, vanno segnalati per far capire quali sono le forme di eccentricità alle quali si può arrivare quando non si conosce la scienza e quando non si usa il metodo cauto dell'indagine per capire come funziona veramente il mondo. Al tempo stesso consiglio a chi è interessato all'argomento di frequentare i siti di aeronautica e di meteorologia. Perché magari, anche se alla fine rimarrà deluso che dietro queste teorie non c'è nulla, se non un delirio, avrà imparato molto strada facendo. Io ho imparato molto di aeronautica, che tra l'altro è una delle mie passioni: avendo anche volato su biplani scoperti so benissimo cosa vuol dire condensa e come sia fatta una nuvola. L'ho sentito sulla pelle. E quindi sono esperienze ed emozioni comunque interessanti. Per cui, alla fine, da questa storia delle scie chimiche può venire fuori qualcosa di buono. Un po’ di cultura in più per tutti.
ET – Nei siti che trattano di scie chimiche si parla di fantomatici o meno brevetti rilasciati negli Stati Uniti riguardanti la modificazione del clima e altro. Cosa ne pensa? Sono veri?
PA – Fondamentalmente i brevetti di questo genere sono brevetti tecnologici generici. È chiaro che se per esempio io brevetto un nuovo metodo per scaricare in quota l'olio dei motori per motivi di sicurezza e necessità antincendio o per qualsiasi altra ragione, in teoria questo metodo può essere utilizzato per spruzzare altre sostanze. Ma un conto è teorizzare che “potrebbe essere usato anche per”, mentre un altro è dimostrare che “viene utilizzato per”. E questo è l'errore fondamentale. Di tecnologie in giro ne esistono: il fatto però che io abbia un coltello tagliente non significa che io sia Jack lo squartatore, significa semplicemente che io ho un coltello in casa. Come lo hanno tutti. È il salto logico che viene fatto che è sbagliato. Quello di dire “siccome esistono queste tecnologie allora il fenomeno è reale”. Non è affatto così. Questi sono i classici errori di metodo che fanno i dilettanti non solo nel campo delle scie chimiche ma anche in tante teorie di complotti simili.


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