Le associazioni
bergamasche a tutela delle donne reputano inopportune e inutili le
misure prese dal governo dopo i recenti stupri. All'unisono
rispondono che il problema non è di ordine pubblico, ma di ordine
privato. “Perché il 95% degli stupri non avviene in strada- come
precisa Anna Rolla di Amnesty International- ma nelle relazioni
intime ovvero in famiglia”. E chi sono i violentatori? “Sono
spesso mariti e padri”. I risvolti della violenza domestica sono
terribili. “Denunciare un proprio familiare- continua Rolla- non è
facile in quanto si ha la paura di ritorsioni e quindi di ulteriori
sofferenze”. Infine un utile risposta da parte dello Stato sarebbe
“la scorta, l'aiuto morale e pratico a queste donne invece che a
politici e sindacalisti”. Mariapia Trevisani, responsabile dell'
Associazione IFE (Iniziativa Femminista Europea) per Bergamo, è
ormai rassegnata: “Lo stato non aiuta, non esiste. Per fortuna
esistono associazioni e case di accoglienza per le donne
maltrattate”. Un esempio è l'Associazione di Gazzaniga “Fior di
loto”, che da anni offre uno spazio di ascolto dove le donne in
difficoltà possono rivolgersi con riservatezza e serenità.
Parlando con queste
persone che la violenza la vivono sul campo, e non soltanto guardando
televisioni, fa molto riflettere. Ci si accorge di donne maltrattate
in famiglia che non hanno nemmeno la forza di denunciare, perché
tanto una denuncia a cosa serve? “Leggi giuste, precise,
severissime e senza sconti di pena” chiedono le Associazioni e
anche il buon senso di ogni cittadino. Sdegno unanime è arrivato
anche dopo la recente affermazione del Premier per il quale
“Servirebbero tanti soldati quante belle donne”. Un commento su
questa frase arriva dallo scrittore e psicoterapeuta Pietro Barbetta.
“Le affermazioni di Berlusconi – sostiene Barbetta-somigliano
molto a quelle dell' "uomo qualunque", per questo hanno
tanto successo. Rispecchiano i pregiudizi inconsci e radicati di
tanti italiani. L'Italia, non possiamo negarlo, è sempre stato un
paese culturalmente povero, il boom economico degli anni Sessanta ha
migliorato molto la sua condizione economica, poco quella culturale.
In politica, dopo una dittatura, abbiamo avuto un monocolore che
stava in piedi più per la paura di un'altra dittatura che per un
autentico senso di democrazia. La democrazia presuppone un sentimento
di rispetto e un senso del limite individuale che permette a ognuno
di esercitare la libertà. Compresa quella, per una donna, di uscire
la sera senza essere importunata. Se manca questa cultura del
rispetto, l'"uomo qualunque" può sputare le sue sentenze,
che vanno sempre nella direzione della vendetta piuttosto che in
quella della giustizia e gli altri uomini qualunque vi si
riconoscono. Questo mi pare il senso delle parole del signor
Berlusconi.”
Una ragazza violentata, che vuole rimanere
nell'anonimato, racconta come “è difficile mettersi a raccontare
la propria storia agli sbirri, perché il corpo e mio. Quello che
successo è troppo personale”. Quando gli chiedo cosa vorrebbe per
risolvere questo problema lei, sottovoce, mi dice: “Non lo so,
vorrei soltanto riavere indietro i miei quattordici anni”.(Ettore Trozzi)